Se sei interessato ad installare un capannone mobile, ma ti spaventa il solo pensiero del percorso burocratico, leggendo qui di seguito troverai conforto nel sapere che non è poi così complicato e che le tempistiche per le autorizzazione sono state ormai ridotte al minimo.

Tanto per iniziare, non serve una vera e propria concessione edilizia: la documentazione, da presentare all’Ufficio Tecnico Comunale, prende il nome di Segnalazione d’Inizio Attività (S.C.I.A) e consiste in un’autocertificazione di inizio lavori, sommata a documenti tecnici redatti da uno specialista in edilizia (come un ingegnere, un architetto, un geometra o un perito a seconda dei casi) il quale dovrà produrre un grafico della situazione attuale della locazione in cui sorgerà il capannone, e quindi un progetto che rappresenti il risultato finale.

Questo andrà accompagnato da una relazione tecnica in cui verrà descritto il tipo di lavoro che si andrà a svolgere specificando che il tutto sarà fatto a norma di legge e in sicurezza. Il tecnico in questione, ponendo la sua firma su tali documenti, si assumerà la responsabilità dell’opera, e in caso qualcosa andasse storto, dovrà vedersela con la legge. È per questo motivo che la perizia tecnica può avere dei costi non proprio contenuti, ma d’altra parte è necessaria.

Il vantaggio principale della S.C.I.A. è che sarà subito possibile iniziare i lavori, una volta presentata. Non servirà quindi aspettare timbri o autorizzazioni particolari, infatti solo se per qualche motivo la documentazione fosse insufficiente o irregolare, allora l’amministrazione invierà, entro 60 giorni dalla presentazione della S.C.I.A., una comunicazione nella quale potrebbe richiedere ulteriori documenti o precisazioni in merito ai lavori, ma non necessariamente bloccandoli.

Ma cosa fare nel caso la S.C.I.A. non fosse sufficiente per il tuo comune? In questo caso dovrai procedere con la D.I.A. ossia la Denuncia di Inizio Attività edilizia. Questa andrà presentata allo Sportello unico per l’Edilizia del tuo comune e i documenti necessari per comporla sono più o meno gli stessi della prima, mentre la tempistica comporta un’attesa di 30 giorni per essere autorizzati a cominciare i lavori.

A ogni modo la D.I.A. è necessaria solo in casi particolari, cioè qualora l’opera sia soggetta a vincoli paesaggistici o culturali e qualora le sue dimensioni o forma venissero modificate in modo significativo.

L’IMU relativa ai capannoni mobili e come si calcola

Anche qui le notizie sono buone, infatti questo tipo di struttura è deducibile dalle tasse al 100% e la spesa è ammortizzabile in soli 5 anni.

Per quel che riguarda l’IMU, il capannone mobile sarà soggetto alla tassa a seconda della categoria nella quale rientra e questa è data dalla destinazione dello stesso. Ad esempio, nel caso verrà usato come un magazzino, rientrerà nella categoria C/2 mentre se dovesse divenire un frantoio, la categoria sarà la D/1.

La C e la D sono le categorie alle quali solitamente può appartenere un capannone mobile, poiché comprendono usi commerciali, di deposito e comunque non abitativi.
Tranne la sotto categoria C/1 il coefficiente di rivalutazione, o moltiplicatore, è 168 mentre per la categoria D questo sarà 84.

Questi numeri serviranno a calcolare l’IMU, in questo modo:

  • Reperire la rendita catastale (reperibile sulla visura o sul rogito)
  • sommarvi il coefficiente di rivalutazione che è il 5%
  • moltiplicare il risultato ottenuto per il coefficiente di rivalutazione
  • sommarvi l’aliquota IMU del tuo comune, reperibile online, ad esempio sul sito del comune

Il risultato finale sarà l’IMU annuale da pagare. A ogni modo, se vuoi semplificarti la vita, sul sito http://www.amministrazionicomunali.it/imutasi/calcolo_imu_tasi.php potrai ottenere il calcolo automatico, semplicemente inserendo i parametri sopra citati. Quello relativo all’aliquota comunale dell’IMU comparirà da sé, una volta inserito il nome del comune.

Nel caso appaia la dicitura “Comune non censito” potrai reperire questo dato cliccando in alto a destra il bottone “Aliquote base non censito” che mostrerà una tabella con le aliquote base per tutte le categorie. Se hai bisogno di consultarne l’elenco completo per capire in quale rientra il tuo capannone, puoi leggere o scaricare questo documento https://www.amministrazionicomunali.it/docs/pdf/categorie_catastali.pdf , come detto in precedenza il capannone mobile dovrebbe rientrare nella C o nella D.

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