Quando si parla di tunnel mobili retrattili si fa riferimento a strutture autoportanti completamente indipendenti, che si prestano a svariate modalità di utilizzo e che trovano il loro principale campo d’installazione nell’ambito delle chiusure industriali.

Si tratta di strutture che ben si adattano ugualmente a qualsiasi tipologia di contesto commerciale, in quanto non necessitano di alcun tipo di collegamento fisico con i fabbricati preesistenti.

La scelta di ricorrere ad un tunnel mobile autoportante, si rivela dunque molto più versatile ed economica dell’opzione che prevede il montaggio di copertura fissa piuttosto che di un capannone prefabbricato. La versatilità, oltre che nelle modalità di impiego, si riscontra anche nelle misure e nei materiali con cui vengono realizzati tali tunnel.

Fermo restando la discrezionalità della grandezza, finalizzata a quelle che sono le esigenze del cliente finale, generalmente la larghezza può variare da un minimo di 3 fino ad un massimo di 30 metri, l’altezza invece dai 4 ai 10 metri. Ancor più ampi sono poi i margini di personalizzazione per quel che riguarda la profondità dei tunnel mobili.

La struttura viene realizzata in acciaio zincato, in maniera tale da rendere il tunnel resistente agli agenti atmosferici e, pertanto, agli eventuali sovraccarichi rappresentati dagli accumuli di neve e dalle raffiche di vento.

Tali strutture sono progettate per essere solide e resistenti lasciando, al tempo stesso agli utenti la possibilità di avere luce libera al loro interno. Fattore questo d’importanza non trascurabile se si considera che, in quanto strutture mobili, presumibilmente non dispongono di alimentazione elettrica al loro interno dunque, salvo differenti accorgimenti approntati dall’utilizzatore, il lavoro che si andrà a svolgere al loro interno verrà eseguito sfruttando principalmente la luce naturale.

La natura retrattile di tali tunnel autoportanti è assicurata da una coppia di binari, che vanno preventivamente fissati per terra parallelamente tra di loro e perpendicolarmente ad un elemento già esistente (capannone, edificio, etc.), lungo i quali andrà poi a scorrere l’intera struttura del tunnel stesso.

Lo scorrimento lungo i binari è agevolato da delle ruote in acciaio temperato munite di un doppio cuscinetto a sfera, perfette per impedire che l’acqua piovana o la polvere possano provocare attrito, fungendo dunque da ostacolo allo scivolamento della struttura.

Ogni struttura, inoltre, può essere corredata da tutta una serie di accessori, quali: porte di accesso, tende armate, teli anti-condensa e molto altro ancora, al fine di soddisfare pienamente le esigenze del cliente che, ad esempio, a seconda dell’impiego che intende fare del tunnel, può decidere se lasciare aperti i due fronti piuttosto che optare per chiuderli.

Principali campi di utilizzo dei tunnel mobili.

Abbiamo già anticipato il fatto che si prestato ad un’estrema versatilità di utilizzo. Ebbene vediamo quali sono però gli impieghi più frequenti. Rientriamo principalmente nel campo di tutto ciò che coinvolge il carico e scarico delle merci, nonché l’eventuale stoccaggio delle stesse.

Questo perché i tunnel mobili autoportanti possono, ad esempio, assolvere la funzione di ulteriore magazzino provvisorio, nel momento in cui un’industria o azienda si ritrova ad avere una giacenza merci superiore a quella che sono i suoi standard ordinari.

Possono essere altresì adoperati, invece, come elementi di transito e di raccordo.
Tale applicazione si rivela utile quando è necessario trasportare delle merci tra due strutture prossime o adiacenti fra di loro, ma si ha l’esigenza di farlo al coperto, per non esporre i colli trasportati agli agenti atmosferici.

L’installazione di un tunnel mobile, in tal caso, consentirà proprio l’agevole spostamento delle merci da un capannone all’altro senza rischiare che si bagnino, o vengano sottoposte agli urti e strattoni delle forti raffiche di vento.

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